PERCORSI DIDATTICI

Il Patrimonio Mondiale:
un bene condiviso

Questa sezione dà accesso ai materiali formativi che sono stati sviluppati nell’ambito dei corsi di formazione per docenti di scuole primarie e secondarie organizzati da AEDEKA per conto di Regione Toscana e Fondazione Sistema Toscana per la valorizzazione del sito seriale “Ville e Giardini medicei in Toscana”, insignito dall’UNESCO della qualifica di “Sito Patrimonio dell’Umanità” nel 2013.

Obiettivo è di fornire le basi della conoscenza per lo sviluppo di percorsi didattici non convenzionali atti a sensibilizzare gli alunni delle scuole primarie e secondarie sul valore del patrimonio culturale e artistico presente nel proprio territorio e a sviluppare le competenze chiave di cittadinanza e costituzione.

La proposta metodologica prevede l’approccio ai beni culturali partendo dall’esperienza e dal vissuto, in modo da rendere la visita un momento importante e pieno di significato per gli studenti.

Che cos’è l’UNESCO

L’UNESCO, acronimo di United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, è un’agenzia speciale dell’ONU nata nel 1945 alla fine di una guerra devastante che distrusse molti beni culturali in Europa.

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Già durante la Guerra, si era formata la Conferenza dei Ministri dell’Educazione dei Paesi Alleati contro il Nazismo, riunitasi a Londra nel 1942 per esprimere l’esigenza di creare un organismo sovranazionale in grado di diffondere la cultura della pace, della democrazia e dell’uguaglianza degli uomini.

Successivamente, il caso eclatante di Abu Simbel negli anni ’50, con la campagna di tutela lanciata dall’UNESCO, dimostrò l’importanza della solidarietà tra le nazioni e il vantaggio di una responsabilità condivisa nella conservazione di eccezionali siti culturali come quello dei millenari templi egizi.

Questo processo di consapevolezza portò, nel 1972, alla Convenzione per il riconoscimento, la protezione e la conoscenza del Patrimonio culturale e ambientale dell’Umanità.

Oggi sono 193 i Paesi del Mondo che hanno firmato tale Convenzione, seguita in tempi più recenti da quella, altrettanto importante, sulla protezione e promozione delle diversità culturali (2005).

Proprio all’insegna del pluralismo culturale, che è uno dei pilastri educativi del nostro mondo globalizzato e multietnico, si è definito il concetto di Patrimonio culturale materiale e immateriale.

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Che cos’è il Patrimonio?

Il Patrimonio è un’eredità – o meglio un prestito – consegnataci dai nostri antenati perché ne abbiamo cura, qualcosa “che non si può ricomprare” perché prodotto unico ed irrepetibile della natura e/o della civiltà umana, del suo ingegno, delle sue tradizioni: poiché noi siamo “nani sulle spalle di giganti” (Bernardo di Chartres, XII sec.).

La missione delle nazioni che hanno aderito alla Convenzione sul Patrimonio mondiale dell’UNESCO è proprio quella di riconoscere, far conoscere e conservare per le generazioni future i beni più importati che possiedono: il Patrimonio dell’Umanità.

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I diritti delle generazioni future sono al centro del dibattito più recente che riguarda indifferentemente protezione del clima e dell’atmosfera, conservazione della vita e della biodiversità, tutela dell’ambiente, gestione delle fonti di energia e dei rifiuti, tutela del patrimonio culturale. L’idea di bene comune sta alla base di tutte queste istanze che devono formare le competenze chiave di Cittadinanza delle future generazioni.

L’Italia è il paese al mondo che vanta la più antica tradizione di tutela del patrimonio storico-artistico e paesaggistico. La supremazia del pubblico interesse e la tutela della bellezza della città vengono affermate con forza dagli Statuti dei Comuni medievali a quelli degli Stati preunitari, passando attraverso documenti fondamentali come la lettera di Raffaello a Leone X in cui l’artista prega il papa di “aver cura di quel poco che resta di questa antica madre della gloria e della grandezza italiana, per testimonio del valore e della virtù di quegli animi divini, che pur talor con la loro memoria eccitano alla virtù gli spiriti”.

Con questa importante eredità, l’Italia è stato il primo paese al mondo ad aver posto tra i Principi fondamentali dello Stato lo sviluppo della cultura e il rispetto del Patrimonio paesaggistico e storico artistico della nazione (art. 9).

Come è noto, l’Italia è anche il paese che ha il più alto numero di siti compresi nella Lista del Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO (World Heritage List), ad oggi ben 54.

Tale lista rappresenta un grande atto di civiltà: una convenzione internazionale, che comprende paesi di tutti i continenti – più o meno importanti politicamente e più o meno ricchi – si è posta come obiettivo quello di individuare nel mondo i luoghi i cui valori possano essere riconosciuti dall’umanità intera perché ritenuti la più alta espressione delle tappe della civiltà umana. Anche se si tratta di un luogo piccolo e remoto, esso pone una sfida ai suoi cittadini: quella di preservare i segni, le tracce, le testimonianze di quella cultura.

La Toscana possiede sette siti appartenenti alla Lista, di cui cinque centri storici, un paesaggio culturale e un sito seriale: quello appunto delle Ville e giardini medicei. Tale composizione rivela l’unicità del paesaggio culturale toscano disseminato di antichi borghi, centri storici, ville, giardini e parchi. Centri storici e paesaggio si compenetrano in Toscana senza soluzione di continuità in una dimensione armonica ben tradotta dagli affreschi del Buon Governo nel Palazzo Pubblico di Siena.

La sfida più grande ad oggi rimane comunicare la dimensione universale dei siti del Patrimonio Mondiale ai cittadini che abitano in questi luoghi e attivare il senso di responsabilità e identità nei nuovi cittadini di questo mondo globalizzato.

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